Lavorare come freelance in Italia e all'estero

June 18, 2019
Federica
Avvia il tuo business

Scegliere se lasciare il proprio paese ed andare all'estero, spesso può essere una decisione difficile. Proviamo a fare chiarezza:

Lavorare come freelance in Italia e all'estero: la partita IVA e le tasse
Quali professionisti freelance lavorano con maggiore soddisfazione
Costi e benefici in Italia e all'estero

Lavorare come freelance in Italia e all'estero: la partita IVA e le tasse

Si sceglie la libera professione per misurarsi con progetti creativi ed entusiasmanti da gestire in modo autonomo, assecondando così le proprie passioni. Ma per il freelance in Italia come funziona? Se il rapporto di lavoro non è occasionale bisogna aprire la Partita IVA e scegliere il regime fiscale. La procedura per l'apertura della Partita IVA prevede l'inoltro del modulo di inizio attività all'Agenzia delle Entrate e la scelta del codice di attività Ateco. A seconda del profilo professionale il freelance esegue anche l'iscrizione alla Gestione separata Inps o alla propria Cassa Previdenziale. Aprire la p. IVA non comporta costi. Per quanto riguarda, invece, le imposte, il regime forfettario è quello più vantaggioso perché consente di godere dell'aliquota al 15% fino a 65.000 euro di ricavi. Inoltre non si è soggetti all'IVA e agli indici di affidabilità sintetici. Naturalmente per accedere alla tassazione agevolata bisogna possedere alcuni requisiti, infatti, oltre alla soglia di reddito, non si deve aver lavorato presso il medesimo committente nei due anni precedenti. L'alternativa è il regime ordinario dove la pressione fiscale è più elevata: lo scaglione Irpef con l'aliquota più bassa riguarda i redditi inferiori a 15.000 euro ed è del 23%. Ma cosa succede all'estero? Molti freelance si trasferiscono alla ricerca di un regime finanziario meno oneroso e di una burocrazia più snella in Paesi come:

- Australia
- Inghilterra
- Spagna

Costi e benefici in Italia e all'estero

In Australia per lavorare come freelance si deve avere la Australian Business Number (ABN), documento simile alla nostra p. IVA che si ottiene attraverso una semplice registrazione online. Nella compilazione della richiesta devono essere declinati gli estremi del passaporto, l'indirizzo, il codice fiscale australiano e il TFN (Tax Fine Number) che registra il lavoratore nel sistema fiscale Australian Taxation Office: ottenere questi documenti non comporta spese. Le tassazioni sono a scaglioni e ci sono differenze tra quelle per non residenti con visto temporaneo e quelle per residenti (più vantaggiose): se il reddito è tra 0 e 18.200 dollari per i residenti non c'è alcuna tassazione. Tra i benefici va ricordata la possibilità di essere rimborsati per il materiale lavorativo: il freelance fotografo, per esempio, può chiedere il rimborso di obiettivi e fotocamere. È anche possibile avere la detrazione parziale dei costi inerenti l'affitto e i trasporti. Se il professionista sceglie il Regno Unito non è tenuto ad aprire la p. IVA (VAT) necessaria solo se si ha una attività commerciale ma deve compilare l'iscrizione all'Agenzia delle Entrate inglese (HM Revenue & Customs) e dotarsi del NIN (National Insurance Number), codice fiscale gratuito. Le tasse variano a seconda dei profili e per i lavoratori autonomi sono indicate nelle classi 2 e 4 della Class National Insurance. Esistono scaglioni di reddito in base ad aliquote del 20% fino a 46.350 GBP, del 40% da 46.351 a 150.000 e del 45% da 150.001. La tassazione, come si vede, non è leggera anche se esiste una "No Tax Area" per i redditi bassi. Un altro Paese meta dei freelance è la Spagna: la burocrazia è agevole e la pressione fiscale meno onerosa che in altre Nazioni. La p. IVA spagnola è il CIF (Codice di identificazione fiscale) che si richiede con i modelli 036 - 037: la procedura può avvenire online sul sito della Hacienda (Agenzia delle Entrate spagnola) e il numero di p. IVA deve essere comunicato alla previdenza (Securidad Social). Nei primi due anni di attività non ci sono spese e si paga una tariffa fiscale agevolata (tarifa plana) di 50 euro al mese per i primi 6 mesi: dopo questo periodo la quota aumenta in percentuale fino alla fine del 18° mese. In Spagna il lavoratore autonomo deve scegliere con cura il codice che identifica l'attività (IAE) perché questo determina l'aliquota dell'Iva (dal 4% al 21%) o l'eventuale esenzione. A differenza del sistema fiscale italiano, quello spagnolo non prevede indicatori di affidabilità volti a verificare la corrispondenza tra ricavi e compensi dichiarati. Chi si reca all'estero e vuole essere in regola con lo Stato e con il sistema contributivo deve conoscere molto bene la procedura da seguire, soprattutto in tema fiscale. A volte, però, si scelgono Paesi il cui carico fiscale non è molto diverso da quello italiano mentre Stati dell'est Europa come l'Albania applicano l'aliquota del 13% per i redditi da lavoro autonomo tra i 30 mila e i 130 mila euro e sotto i 30 mila euro c'è l'esenzione.

Quali professionisti freelance lavorano con maggiore soddisfazione

I lavoratori autonomi, in molti casi, rinunciano ad uno stipendio sicuro come dipendenti per darsi alla libera professione, in Italia o all'estero. Tra questi vale la pena di citare il freelance fotografo che trasforma la passione per le immagini in un’occupazione redditizia. Se si è bravi, trovare clienti è facile sia all'estero che in Italia. Anche l'istruttore di fitness che lavora in palestra o nei villaggi turistici sfrutta l'amore per lo sport ottenendo successo nel settore del benessere. Le nuove tecnologie digitali permettono, invece, al freelance grafico di produrre siti web e di sviluppare contenuti visivi: si tratta di un professionista molto ricercato in un'epoca in cui la comunicazione viaggia online. Lavorano con la stessa soddisfazione i consulenti finanziari che hanno clienti propri o collaborano con PMI. Senza dimenticare i consulenti del marketing, fondamentali per la promozione di beni e servizi da cui dipende l'incremento del fatturato aziendale.

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