Ingegnere libero professionista come iniziare

June 18, 2019
Beesy
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Iniziare al meglio la carriera come ingegnere libero professionista, ecco alcuni suggerimenti:

Ingegnere libero professionista come iniziare?
Come trovare nuovi clienti
Aprire la Partita IVA: procedure e costi
Fatturare e incassare

Ingegnere libero professionista come iniziare?

La laurea in ingegneria continua ad assicurare ampie opportunità professionali e sono sempre di più coloro che aspirano ad esercitare la libera professione. L'abilitazione alla professione passa attraverso il superamento dell'esame di Stato che permette di iscriversi all'Albo degli Ingegneri, nella sezione A o B, a seconda che si sia in possesso di laurea specialistica o triennale. Conseguita l'abilitazione l'ingegnere, per poter esercitare una attività autonoma continuativa, deve svolgere alcuni adempimenti previsti dalla legge.

Aprire la Partita IVA: procedure e costi

Se l'attività è autonoma e continuativa l'ingegnere deve aprire la partita IVA utilizzando il modello AA9/12 e iscriversi a Inarcassa, l'Ente previdenziale di riferimento. Nel modello AA9/12 dovranno essere riportati i dati fiscali, il codice Ateco, la sede in cui si svolgerà la libera professione e il regime fiscale adottato. Questi dati devono essere scritti dopo una attenta valutazione soprattutto per quanto riguarda il codice Ateco che determina le attività economiche che si è autorizzati a svolgere: una scelta inappropriata può causare sanzioni poiché il codice determina la categoria contabile e fiscale. In caso di errore eventuali variazioni possono essere apportate attraverso la specifica modulistica da inoltrare all'Agenzia delle Entrate. Molti si interrogano sui costi di apertura della Partita IVA: questi variano a seconda che si proceda autonomamente o ci si rivolga ad un commercialista. Nel primo caso l'apertura è gratuita mentre nel secondo si dovrà pagare la parcella del professionista. L'ingegnere dovrà poi sostenere gli adempimenti riguardanti Inarcassa, i cui contributi previdenziali si suddividono in:


- contributo soggettivo: calcolato secondo una percentuale del reddito dichiarato per l'I.R.P.E.F.
- contributivo facoltativo: si calcola secondo una aliquota applicata al reddito netto.
- contributo integrativo: è obbligatorio sia per gli ingegneri iscritti all'Albo che per le società. Si calcola secondo la percentuale del 4% applicata al volume di affari dichiarato ai fini IVA.
- contributo di maternità-paternità: dal 1° gennaio 2018 è prevista la copertura per l'indennità di paternità. Il contributo è frazionabile in dodicesimi, è deducibile e obbligatorio.

Espletati questi compiti il lavoratore autonomo deve aprire un conto corrente dedicato oppure servirsi di quello personale. Nel 2008 è stato abrogato l'obbligo introdotto dal Decreto sulle Liberalizzazioni del 2006 e da allora i professionisti possono decidere a loro piacimento. Non esiste quindi l'obbligo ma avere un conto dedicato permette di godere di numerosi vantaggi. Per esempio: nella gestione degli incassi il conto dedicato evita confusione tra le entrate da lavoro e quelle ad altro titolo mentre, nel monitoraggio delle uscite, non verranno confuse le spese lavorative con quelle famigliari. Va ricordato, inoltre, che i professionisti sono obbligati ad accettare pagamenti attraverso i terminali POS che possono essere accreditati sul conto aziendale. Infine alcuni conti correnti dedicati riscuotono le Ri.Ba attraverso cui il lavoratore autonomo incassa le fatture.

Come trovare nuovi clienti

Il libero professionista deve ampliare il portfolio clienti senza dimenticare che il primo passo deve essere fatto lavorando alla relazione con quelli già presenti. A volte è sufficiente una telefonata o una visita per aumentare la fiducia e la reciproca conoscenza. Questa modalità di approccio richiede tempo ma permette di dimostrare la propria professionalità. Inoltre, possono nascere nuovi contatti con potenziali clienti presenti al momento della visita. A questa metodologia riservata ai committenti già acquisiti si unisce la potenza dei social che consentono di raggiungere milioni di persone in poco tempo. Tra i canali da sfruttare emerge LinkedIn che si differenzia per essere, soprattutto, una rete di contatti professionali. Infine avere un sito web consente di illustrare i propri servizi e interagire con i clienti in chat migliorando la comunicazione. Come trovare clienti passa anche da social network come Facebook, in cui sono presenti pagine e community dedicate all'ingegneria, in cui è possibile farsi conoscere e fare rete con altri professionisti.

Fatturare e incassare

Trovati i clienti e svolto il lavoro, l'ingegnere provvederà a fatturare. Emettere una fattura professionale può presentare, però, alcune complessità. Le difficoltà non sono dovute solo alla corretta compilazione dei dati richiesti ma anche ad alcune voci come, ad esempio, il contributo previdenziale di Inarcassa o il fatto che se l'ingegnere usufruisce del regime forfettario non deve calcolare la ritenuta d'acconto. Inoltre devono essere ricordate alcune cose che vanno dalla semplice applicazione della marca da bollo da 2 euro se la fattura supera i 77,47 euro alla norma più complessa per la quale non concorrono a formare la base imponibile IVA alcune spese tra cui quelle sostenute per eventuali moratorie, ritardi o inadempimenti contrattuali. In fattura dovrà, però, essere esplicitato il riferimento normativo menzionando l'art. 15 del DPR 633/72. Questi pochi punti permettono di capire che il lavoro del libero professionista necessita di un esperto contabile o di una piattaforma che eroga i servizi fondamentali per il buon andamento dell'attività. Un altro scoglio è rappresentato dall'incasso delle fatture che non sempre avviene in tempi ragionevoli o addirittura può accadere che dopo aver ottenuto un anticipo il committente ritardi il saldo all'infinito. In questi casi si dovrà valutare se l'importo è tale da meritare che siano avviate procedure per il recupero. Per il professionista la corretta gestione del credito è sempre un aspetto basilare: tenere traccia dei pagamenti e vedere la differenza tra questi e gli incassi permette di conoscere il flusso di cassa. Infine un ultimo aspetto importante per chi sta per iniziare la libera professione: la prima regola quando si prepara un preventivo è quella di inserire i costi previsti ma anche di considerare la continua formazione del professionista, il pagamento delle tasse e gli accantonamenti per malattie e infortuni.

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