I passi per aprire una Partita Iva e iniziare la propria attività

March 18, 2019
Giorgio
Avvia il tuo business

Ogni anno imprenditori e liberi professionisti decidono di avviare la propria attività. Ecco alcuni consigli per iniziare al meglio: 

Come aprire la Partita Iva: tutte le informazioni necessarie
2. Compila i moduli e scegli il tuo codice Ateco
1. Individua la tua categoria: imprenditori individuali e lavoratori autonomi
Quanto costa la partita Iva?
Il Regime Forfettario 2019: i requisiti di accesso e i vantaggi
3. Effettua la "Dichiarazione di inizio attività"

Come aprire la Partita Iva: tutte le informazioni necessarie

I lavoratori autonomi o gli imprenditori che desiderano esercitare la propria attività nel pieno rispetto delle normative sono tenuti ad aprire la Partita Iva.

Questa operazione permette di regolarizzare la posizione, sia in termini fiscali che nei confronti degli enti previdenziali.

Non sempre, tuttavia, gli interessati hanno le idee sufficientemente chiare su come procedere. In particolare, i maggiori dubbi riguardano il regime fiscale, le iscrizioni ad INPS, Enasarco e ordini professionali e il pagamento di imposte, Iva, Irpef e tasse varie.

Ecco perché abbiamo realizzato questa semplice guida che potrà risultare utile a chi desidera aprire la Partita Iva rapidamente e a costi contenuti!

1. Individua la tua categoria: imprenditori individuali e lavoratori autonomi

La prima domanda da porsi quando si vuole aprire la partita Iva ha per oggetto la propria "posizione".
La procedura prevista, infatti, è differente a seconda che a richiedere la partita Iva sia un lavoratore autonomo o un imprenditore individuale.

Rientra nella categoria imprenditori individuali chi agisce nella sfera dei commercianti (ossia chi acquista e rivende beni, all'ingrosso o al dettaglio, provenienti da altre figure professionali) e degli artigiani (coloro che creano il prodotto, ad esempio elettricisti, panettieri e muratori).
In quest'ultimo caso sarà necessario effettuare l'iscrizione nel Registro delle imprese.

Fanno parte dei lavoratori autonomi, invece, i professionisti che, pur potendo essere iscritti ad un ordine professionale, non hanno lo stesso obbligo nei confronti della Camera di Commercio. Sono considerati lavoratori autonomi, tra gli altri:

  • giornalisti e freelancer
  • avvocati
  • notai
  • psicologi
  • consulenti di marketing

2. Compila i moduli e scegli il tuo codice Ateco

Per aprire la partita Iva è richiesta la compilazione di modelli appositi, resi disponibili sul sito dell'Agenzia delle Entrate.
Una volta effettuato il download e forniti i dati richiesti, è possibile presentarli seguendo una delle 3 modalità previste:

  • rivolgendosi all'ufficio preposto dall'Agenzia delle Entrate
  • inviandoli per via telematica
  • spedendoli con raccomandata A/R
  • avvocati
  • notai
  • psicologi
  • consulenti di marketing

Optando per la raccomandata occorrerà inviare una copia della carta d'identità o, in alternativa, del passaporto.

Altrettanto importante è la scelta del codice Ateco (acronimo di "Attività Economica"). Questo codice, presentato sotto forma di sequenza alfanumerica, individua il macro-settore economico dell'attività, e le relative sottocategorie.
È proprio dal codice Ateco che vengono assunte le decisioni in merito all'applicazione degli studi di settore e al regime contributivo INPS.

3. Effettua la "Dichiarazione di inizio attività"

Indipendentemente dal fatto che l'attività economica sia autonoma o imprenditoriale, il primo passo da compiere dal punto di vista fiscale consiste nel comunicare all'Agenzia delle Entrate l'avvio dell'attività stessa.
Tale comunicazione dovrà avvenire entro 30 giorni.

È una volta consegnata la "Dichiarazione di inizio attività" che verrà assegnato il numero di Partita Iva.
Allo stesso temposarà attribuito automaticamente il "conto fiscale", da utilizzare per i versamenti delle imposte.
L'attività si intenderà effettivamente avviata una volta effettuata la prima operazione sul conto (potrà essere sia attiva che passiva), purché finalizzata all'esercizio dell'attività lavorativa.

Ulteriori obblighi: Cassa di Previdenza, INPS e PEC

In merito all'apertura della posizione è importante ricordare come sussista l'obbligo di iscrizione alla Cassa di Previdenza (qualora la cassa esista, e se lo stesso professionista non ne sia esentato sulla base della normativa vigente), alla gestione separata INPS (per i versamenti previdenziali) o, se previsto, ad un ordine di appartenenza (come l'Ordine degli avvocati o dei geometri).
Non è richiesta al professionista, invece, l'iscrizione all'INAIL, e neppure una dichiarazione di inizio di attività da depositare presso la Camera di Commercio.

Non deve essere dimenticata, infine, l'apertura della PEC. Quest'ultima verrà richiesta al momento della costituzione della società, oppure all'iscrizione al Registro delle imprese.
È molto probabile che i lavoratori autonomi già iscritti all'Albo di appartenenza ne siano già in possesso.

Quanto costa la partita Iva?

Un aspetto da non trascurare è rappresentato dai costi di "mantenimento" della Partita Iva, variabili a seconda del regime fiscale adottato.

Prendendo come riferimento Roma, i prezzi medi al netto di Iva variano, per chi è in regime agevolato forfettario (avvalendosi anche della consulenza di un commercialista) tra i 200 e gli 800 euro.

Le ditte individuali e le società di persone in regime contabile semplificato sono soggette a spese tra i 900 e i 5.000 euro annui (è il volume dell'attività ad aumentare o diminuire l'importo).

Le partite Iva in regime ordinario (quindi ditte individuali e società di persone il cui fatturato supera un determinato limite, e società di capitali), possono comportare uscite tra i 3.000 e i 10.000 euro.

Ma quali sono i costi principali da affrontare?

Nel regime ordinario, iscrivendosi come "ditta" sarà necessario pagare:

  • i servizi offerti da Camera di Commercio e commercialista (ove presente)
  • i contributi INPS
  • l'Irpef (l'importo varia in base al reddito)
  • l'Irap

Il regime forfettario (che ha sostituito il regime dei minimi per chi apre ex novo la partita Iva) si caratterizza per la tassazione agevolata del 5% (limitata ai primi 5 anni, poi diventerà del 15%), prevista nel caso in cui sussistano i requisiti richiesti per il regime startup.
I contributi INPS, in questo regime, gravano sul reddito d'impresa in misura del 27%.

Il Regime Forfettario 2019: i requisiti di accesso e i vantaggi

Come approfondito in questo articolo, dal 1 gennaio 2019 hanno diritto ad applicare al regime fiscale forfettario tutti coloro che nell'anno precedente hanno avuto un fatturato entro i 65 mila euro e non, come secondo il forfettario 2018, entro i 25 e i 50 mila euro.

Fermo restando il limite di reddito, possono aderire i soggetti fiscali che:

  • non abbiano partecipazioni ad associazioni, a società o a imprese famigliari
  • non abbiano il controllo di società a responsabilità limitata o di associazioni direttamente o indirettamente connesse con quelle che riguardano la loro attività
  • non svolgano la loro attività principale per datori, o persone riconducibili a questi, con cui sono in corso rapporti di lavoro nei due periodi d'imposta immediatamente precedenti
  • non risiedono in Italia, tranne i casi in cui provengano da un paese dell'Unione Europea e producano nel territorio nazionale almeno il 75% del loro reddito totale
  • non effettuino cessioni di mezzi di trasporto nuovi, di fabbricati e di terreni edificabili

Ma quali sono i vantaggi del regime forfettario?

Il regime forfettario consente ai liberi professionisti di conservare l'85% del proprio reddito. Infatti, a tutti i professionisti in regime forfettario si applica un’imposta sostitutiva del 15% o 5% (a seconda delle casistiche), che sostituisce IRPEF, Irap, addizionali e non applicabilità dell’IVA.

Per questo motivo, i contribuenti che si avvalgono di questo regime possono beneficiare delle seguenti semplificazioni:

  • esonero dalla tenuta dei registri contabili
  • esonero dalla registrazione delle fatture emesse, dei corrispettivi e degli acquisti
  • esonero dalle liquidazioni Iva, versamenti Iva, dichiarazioni Iva
  • esonero dallo Studio di Settore
  • esonero dall’applicazione della ritenuta di acconto Irpef
  • esonero dalla comunicazione trimestrale dei dati delle fatture emesse e ricevute
  • esonero dalla comunicazione trimestrale IVA
  • esonerati dal rilascio della certificazione unica e dall’invio del modello 770

Questi erano i primi passi da compiere per aprire la partita iva e avviare la propria attività a norma di legge e senza pensieri.

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