Come far crescere la propria startup e trovare investimenti

June 17, 2019
Giorgio
Espandi il tuo business

Quali sono le principali strategie di crescita e di raccolta di investimenti per una startup appena lanciata? Scopriamolo in questo articolo.

Come far crescere la propria startup: gli aspetti da considerare
Come chiedere ad un venture capital di investire
Gli incubatori di startup
Business plan e business model canvas: documenti fondamentali per l'impresa

Come far crescere la propria startup: gli aspetti da considerare

Le startup innovative sono in crescita e, anche se lontani dai livelli degli altri Paesi europei, i dati del terzo trimestre del 2018 del report MiSE, Unioncamere, InfoCamere parla di ben 9.758 unità.

Molti giganti del panorama mondiale come Google e Facebook hanno iniziato come startup ma non è solo la Silicon Valley ad aver realizzato questi sogni: anche nel nostro Paese aziende come Yoox, Arduino e Money Farm sono nate come startup che hanno saputo creare un giro d'affari dal notevole valore economico.

Grandi capacità imprenditoriali? Fortuna? Forse tutte queste cose insieme ma sopratutto un mix di strategie e attori adeguati.

L'idea innovativa infatti, per realizzarsi, deve essere supportata da adeguati finanziamenti che ne permettano la crescita.
Occorrono quindi investitori che si convincano che il progetto darà loro un ritorno economico.

Dopo aver visto Come fondare una startup innovativa e come Come trovare i primi collaboratori, in questo articolo vediamo quali sono i principali mezzi per far crescere la propria startup e raccogliere investimenti.

Gli incubatori di startup

Per le aziende nate da poco, tra i vari punti di riferimento presenti sul mercato, ci sono gli incubatori startup il cui obiettivo è il sostegno alla crescita.

Ma perché è importante entrare negli incubatori?

La risposta è semplice: oltre al denaro liquido che l'azienda riceve tramite il finanziamento, sono disponibili diversi servizi che svolgono un essenziale ruolo di supporto.

Le startup, valide dal punto di vista imprenditoriale, entrano nell'incubatore che svolge una attività di mediazione tra l'azienda e il mercato e cerca di eliminare le cause di insuccesso.
Inoltre spesso gli startupper non hanno esperienza e il tutoraggio rende più veloce la crescita aziendale.
Tra i servizi specialistici forniti dagli incubatori startup ci sono anche gli spazi coworking e la consulenza manageriale ma, soprattutto, il networking.
Le relazioni con aziende, imprenditori e investitori agevolano le collaborazioni tra i diversi soggetti e aumentano la capacità innovativa dell'impresa. Non solo: un aspetto rilevante dei servizi di networking è che facilitano i contatti con i clienti in rete creando relazioni vantaggiose.

Come chiedere ad un venture capital di investire

L'avvio di un’azienda può essere finanziata non solo dagli incubatori startup ma anche dal venture capital, società che investono i capitali in attività che hanno un potenziale di sviluppo elevato.

Il rischio che i fondi di Venture capital italiani o stranieri si accollano è alto ma viene accettato perché hanno la certezza che il rendimento, in caso di successo, sarà elevato.

Si tratta di una delle principali fonti di finanziamento e consente agli investitori di avere buoni margini di profitto.

Chiedere un investimento da parte di una startup significa rivolgersi a fondi di Private Equity sapendo che l'investitore assumerà partecipazioni di minoranza. Oltre al conferimento di capitale, i Venture Capitalist agevolano l'impresa facilitando conoscenze e relazioni e trasmettendo un prezioso know-how maturato attraverso l'esperienza. Tra i venture capital noti troviamo:

  • Innogest Sgr: tra i primi operatori nel nostro Paese per capitale gestito
  • United Venture Sgr e LVenture Group: specializzati in investimenti in startup innovative
  • Hfarm: nata nel 2005, oltre agli investimenti eroga formazione e consulenza
  • Italian Angel for Growth: società in cui sono presenti investitori professionali con esperienza di impresa

Gli incubatori certificati sono una importante opportunità per le start-up e rispondono a precisi requisiti tra cui essere una società di capitali residente in Italia e possedere uno spazio per l'incubatore non inferiore a 500 mq.

In alcune realtà di finanziamento l'orientamento e le decisioni aziendali devono essere condivise con gli investitori. Questo fatto che limita l'autonomia della giovane azienda dipende da come è stata predisposta la collaborazione: condizioni chiare come base del contratto portano conseguenze vantaggiose per tutti.

Business plan e business model canvas: documenti fondamentali per l'impresa

Anche se una startup è innovativa ed ha un’idea imprenditoriale che risolve un problema non è detto che un investitore rischi capitali per farla crescere.

Sta all'azienda far capire che il progetto è valido e che le persone sono fortemente motivate e decise a dedicare tempo ed energia allo scopo.

La validità del progetto è quella che sta più a cuore agli investitori perché permetterà una collocazione sul mercato degna dell'investimento.

Per convincere gli investitori la startup ha un mezzo potente che è il Business Plan, fondamentale documento da cui emergono i punti di forza del progetto e sono rese evidenti le necessità finanziarie per la realizzazione.

Gli aspetti a cui un investitore guarda con maggiore interesse sono i mercati di riferimento, il bene/servizio offerto, la mission e gli obiettivi.

Un'analisi del settore e del mercato e le attività di marketing sono altri punti che esigono strategie mirate.

La redazione del business plan è un momento fondamentale che deve essere presente non solo nella vita della startup ma anche in quella dell'impresa avviata da tempo per la quale questo documento diventa essenziale nella gestione delle strategie e nella previsione dei risultati economici. Il cuore di questo che, a tutti gli effetti, è un piano industriale è il Business model canvas con cui è possibile visualizzare gli elementi che creano l'azienda e il suo valore qualitativo.

La divisione in 9 segmenti consente di esaminare gli aspetti salienti del business e di capire le possibilità di profitto. Il punto iniziale è la value proposition, cioè il valore dell'idea sul mercato di riferimento. Si tratta del motivo per cui il bene/servizio sarà scelto dal cliente.

Vengono affrontati poi gli altri blocchi: customer segments, channels, customer relationship, key resources, key activities, key partners, cost structure, revenue streams.

L'ultimo, il revenue streams, riguarda i ricavi, cioè come si pensa di ottenere flussi positivi con la vendita, l'affiliazione, la pubblicità o l'attività di mediazione. Il Business model canvas rappresenta l'analisi qualitativa del progetto e risponde alle domande che rendono chiaro al finanziatore come la startup affronterà gli aspetti fondamentali del progetto.

Far crescere una nuova azienda è un percorso sfidante e impegnativo.
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