Come calcolare le imposte per il regime forfettario

March 18, 2019
Beesy
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Il calcolo delle imposte per il libero professionista può essere un'attività complessa, vediamo quali sono gli elementi più importanti da tenere a mente per calcolare le imposte del regime forfettario.

Come calcolare le imposte per liberi professionisti in regime forfettario
Codice ATECO e coefficiente di redditività
Il calcolo delle imposte nel regime forfettario
Regime di contabilità semplificato e ordinario: un breve cenno

Come calcolare le imposte per liberi professionisti in regime forfettario

Il contribuente, in base alla scelta del regime fiscale fatta nel rispetto dei requisiti di legge, può godere di alcune agevolazioni e pagare meno imposte.

Anche nel caso del libero professionista, il calcolo delle imposte avviene secondo il regime fiscale adottato ed è importante ricevere le giuste informazioni giuste dal commercialista per vagliare con cura tutte le possibilità.

Come è noto, nel regime dei minimi (introdotto nel 2007), oggi rimangono solo i lavoratori autonomi entrati a farne parte prima del 2015. Tale regime fiscale prevedeva che il contribuente avesse meno di 35 anni oppure, nel caso di età superiore, ne usufruiva per 5 anni.

Il regime di vantaggio non esiste più e al suo posto è stato istituito il regime forfettario modificato dalla Legge di Bilancio 2019.

Il calcolo delle imposte nel regime forfettario

Il nuovo regime forfettario favorisce l’accesso ad una percentuale significativa i contribuenti, in quanto la soglia di ricavi per poter accedere è aumentata a 65mila euro e uniformata per tutte le attività. Inoltre, sono aboliti gli altri requisiti di accesso mentre vengono mantenute e integrate le cause ostative.

L’aliquota dell’imposta sostitutiva resta fissata al 15%, ridotta al 5% per le nuove attività.

Ma quali sono gli elementi da tenere presenti per fare un calcolo corretto delle imposte ed usufruire del regime agevolato, sicuramente più conveniente di quello ordinario?

Innanzitutto bisogna sapere che:

  • chi si trova nel regime dei minimi perché è ancora nei 5 anni o perché ha meno di 35 anni può applicare ancora l'imposta sostitutiva del 5% sul reddito tassabile
  • per l'attività di una nuova startup si ha l'applicazione per 5 anni dell'aliquota agevolata del 5%
  • per il 2019, con un fatturato inferiore a 65.000 euro, l’imposta sostitutiva è del 15% e solo dal 2020 sarà del 20% per ricavi tra i 65.000 euro e i 100.000 euro

Codice ATECO e coefficiente di redditività

Chiariti questi punti vediamo come avviene il calcolo delle imposte in regime forfettario, ricordando che con tale regime fiscale si paga un’imposta sostitutiva che subentra a Irpef, Irap e addizionali. L'imposta viene applicata in percentuale attraverso l'utilizzo del codice ATECO che definisce il tipo di attività.

Nel regime forfettario il reddito imponibile si determina applicando, all’ammontare dei ricavi/compensi il coefficiente di redditività differenziato a seconda dell’attività svolta. In particolare, i coefficienti di redditività sono compresi tra il 40% e l'86% e sono legati al codice Ateco, che definisce il tipo di attività.

Facciamo un esempio: un avvocato in regime forfettario ha un ricavo di 48.000 euro ed un coefficiente di redditività del 78% (il codice ATECO stabilisce questa percentuale per le attività professionali giuridiche e legali). Il reddito imponibile si ottiene facendo il 78% di 48.000 da cui si ha un imponibile di 37.440: a questa cifra si applica l'imposta sostitutiva del 15% o quella del 5% se il contribuente ha i requisiti (per esempio il professionista potrebbe aver dato vita ad una startup di assistenza legale). Con l'imposta sostitutiva del 15% la cifra da versare è di 5.616 euro, con quella del 5% è di 1.872 euro.

Dal reddito imponibile sono ammessi in deduzione i soli contributi previdenziali versati nell’anno e non anche gli altri costi (sostituiti, infatti, dalla forfetizzazione).

Si ricorda che gli artigiani e commercianti in regime forfettario possono usufruire della contribuzione previdenziale ridotta del 35% mediante comunicazione telematica all’Inps entro il 28 febbraio 2019.

Con il regime forfettario non si ha diritto alle detrazioni fiscali ed è solo con il regime ordinario che il contribuente può "scaricare" spese quali ad esempio spese mediche e interessi passivi sui mutui. Chi ha molte detrazioni e deduzioni potrebbe essere avvantaggiato adottando il regime fiscale ordinario. Tra i vantaggi del forfettario, però, è bene ricordare che i contribuenti possono contare su notevoli semplificazioni in ambito Iva.

Questi contribuenti sono esonerati da tutti gli adempimenti Iva, ad eccezione della certificazione dei corrispettivi mediante fattura, scontrino o ricevuta. Non hanno obbligo di registrazione, liquidazione, comunicazione dati e dichiarazione Iva ed in particolare non applicano l’Iva sulle fatture emesse (soggette a imposta di bollo) e non detraggono l’Iva sugli acquisti.

Per i contribuenti forfettari vi è l'obbligo della conservazione delle fatture, sia attive che passive e della loro numerazione.

Inoltre i contribuenti che applicano il regime forfettario non devono emettere fatture elettroniche.

I loro fornitori, tuttavia, se tenuti ad emettere fattura elettronica nei loro confronti, considerano il contribuente forfettario alla stregua di un privato e il Sistema di Interscambio SdI recapita loro la fattura nell’area riservata di fatture e corrispettivi.

Il contribuente forfettario tuttavia ha la facoltà di comunicare ai fornitori un indirizzo PEC o un codice destinatario per la ricezione dei documenti; in questo caso, le fatture dovranno essere anche conservate elettronicamente.

Regime di contabilità semplificato e ordinario: un breve cenno

I contribuenti che non rientrano nel regime forfettario possono aderire al regime di contabilità semplificata, detto anche delle imprese minori, quando hanno ricavi inferiori a 400 mila euro nel caso di prestazione di servizi o di 700 mila per attività diverse.

Il reddito si determina in base a quanto incassato trascurando la competenza economica come invece avviene nel regime contabile ordinario.

Il regime di contabilità semplificata non è obbligatorio, infatti il contribuente anche se rientra nei limiti di ricavo richiesti, può aderire a quello ordinario. L'ulteriore alternativa, nel caso si superino tali limiti, è il regime di tassazione ordinario che è obbligatorio per associazioni, consorzi commerciali ed Enti pubblici oltre che per persone fisiche e società che superano un certo fatturato.

Con il regime ordinario il calcolo delle imposte per freelance e liberi professionisti deve fare riferimento a scaglioni di reddito annuo a cui corrispondono delle aliquote.

I costi riguardanti l'attività di lavoro sono deducibili e vengono sottratti ai ricavi determinando l'imponibile.

Il calcolo delle imposte del libero professionista può essere un’attività impegnativa e complessa, soprattutto per chi ha meno confidenza con questi temi, ecco perché abbiamo creato Beesy, la piattaforma integrata per la gestione finanziaria che permette di avere una visione completa e aggiornata in real time del proprio business.

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